«2° Anpac Safety Day» e Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus

TRASPORTO AEREO: QUASI IL 90% DEI PILOTI HA AMMESSO DI SOFFRIRE DI ECCESSIVA SONNOLENZA
Esperti al lavoro per studiare la “pilot fatigue”

Roma, 15 maggio ‘14 – Quasi il 90% dei piloti di aerei ha ammesso di soffrire di eccessiva sonnolenza. È quanto è emerso alla seconda giornata «ANPAC Safety Day», promossa all’Aeroporto di Fiumicino dall’ANPAC-Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale, con la collaborazione della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, per aumentare la sicurezza del trasporto aereo e approfondire i rischi correlati alla «pilot fatigue», ossia la stanchezza conseguente alla deprivazione del sonno e allo stress prolungato. Al convegno hanno preso parte tecnici e delegati dell’aviazione civile e militare.

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SALUTE: L’ECCESSIVA SONNOLENZA DIURNA “COSTA” PIÙ DI 6 MILIARDI DI EURO L’ANNO

Nel 2011, in Italia, si sono registrati 205.638 incidenti stradali con lesioni a persone, il 22% dei quali attribuibile ad eccessiva sonnolenza diurna, con sinistri che causano il doppio delle vittime e dei costi. Il numero dei morti (entro il 30° giorno) è stato di 3.860, quello dei feriti, 292.019. La valutazione statistica ma ancor di più le cronache quotidiane ci dicono che muoiono più di 1.000 persone l’anno, oltre 3 al giorno, e più di 120.000 restano ferite in incidenti stradali dovuti ai colpi di sonno al volante, la maggior parte determinati dalla Sindrome delle apnee notturne.

Presentata a Roma l’attività del “CENTRO MULTIDISCIPLINARE PER LA RICERCA E LA CURA DEI DISTURBI DEL SONNO”.

Roma, 9 dicembre 2013 – L’eccessiva sonnolenza diurna, provocata per lo più dalla Sindrome delle apnee notturne (OSAS), è la maggior causa dei colpi di sonno al volante, determinando ogni anno la morte di oltre 1.000 persone, oltre 3 al giorno, e il ferimento di almeno altre 120mila. Ma l’OSAS è pure causa di molte altre patologie, spesso mortali, come l’infarto e l’ictus. Il costo sociale e per il SSN di questa subdola Sindrome, secondo stime cautelative è valutato in oltre 6 miliardi di € ogni anno e di questa enorme cifra almeno un miliardo è causato dalle conseguenze dei colpi di sonno alla guida o al lavoro.

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I bambini “super-gufi”, i figli della generazione sveglia di notte e assonnata di giorno, non ricevono un’educazione al sonno adeguata, e andare a letto tardi – avvertono i medici – danneggia il loro equilibrio psicofisico. Con conseguenze anche gravi, due esperti spiegano perché

Adolescenti, studenti e bambini vanno a letto troppo tardi. In particolare, il 30% degli studenti ha un debito di sonno pari ai lavoratori turnisti e anche i più piccoli dormono sempre meno. A lanciare l’allarme è Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno, e alle sue parole hanno fatto eco, pochi giorni fa, quelle della psicologa inglese Tanya Byron, secondo la quale siamo in presenza di una vera e propria “crisi da privazione del sonno”.
Secondo Maria Pia Villa, direttore del Centro del sonno dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e coordinatrice del gruppo di studio di Medicina del sonno della Società italiana di pediatria, la responsabilità è in gran parte dei genitori, che “non preparano adeguatamente i bambini al sonno. Magari gli fanno vedere film paurosi, o li fanno assistere a discussioni. La disattenzione su questo argomento è molto diffusa”.

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SALUTE: PER LA PREVENZIONE E LA CURA DEI DISTURBI DEL SONNO NASCE IL PRIMO CENTRO MULTIDISCIPLINARE NAZIONALE

Una joint-venture medico scientifica che tenta di recuperare il gap italiano

I disturbi del sonno provocano oltre un quinto degli incidenti stradali, di cui il 12% mortali, quasi un miliardo di euro l’anno di costi sociali e sanitari e coinvolgono quasi il 30% dei trasportatori professionali

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ORA LEGALE: PROF. PEVERINI, «LE NEGATIVITÀ SONO SOLO UN VEZZO E NON AIUTANO A RICONOSCERE IL PROBLEMA SONNO»

SULLE DIFFICOLTÀ DEL SONNO INCIDE MOLTO DI PIÙ LA CRISI ECONOMICA

Roma, 24 marzo 2013 – Almeno per quanto riguarda gli effetti sul sonno sono “bocciati” gli avversari
dell’ora legale, che da domenica prossima ci accompagnerà fino al 27 ottobre. «I presunti
effetti sfavorevoli legati all’introduzione dell’ora legale sono ormai più un vezzo che un vero
problema. La questione dell’adeguamento nel nostro orologio biologico all’ora legale, che si
ripropone, spesso polemicamente, non appena la nuova ora subentra a quella solare modificando
temporaneamente alcune abitudini quotidiane, è infatti meno complessa e negativa di
quello che si voglia far credere». A ridimensionare gli allarmi è il prof. Francesco Peverini, direttore
scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus.
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AEREI: 70% DEI PILOTI HA AMMESSO ERRORI DOVUTI ALLA STANCHEZZA

Ma il nascente regolamento europeo estenderà i tempi di volo degli equipaggi

Roma, 3 marzo ‘13 – Il 70% dei piloti aerei ha ammesso errori in cabina dovuti all’eccessiva
stanchezza. «Lo riferiscono i sondaggi della categoria e, per l’ennesima volta, lo testimonia il recente
di colpo di sonno a un pilota su un volo Londra-Los Angeles di Air New Zeland. Un fenomeno
che non è isolato e mette in pericolo la sicurezza del trasporto aereo». A denunciare il problema
è il prof. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e
la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, citando pure il sito specializzato www.dead-tired.eu
(stanco morto!). E al suo allarme si aggiunge quello del comandante Giovanni Galiotto, presidente
dell’ANPAC, l’associazione dei Piloti dell’Aviazione Commerciale, che lamenta come
il regolamento che l’EASA-European Aviation Safety Agency sta modificando contiene, invece,
norme che estenderanno ulteriormente i tempi di volo degli equipaggi.
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PROF. PEVERINI, TEST ANTIALCOOL E DROGA NON BASTANO PIÙ

Riferimento: Incidente stradale, pullman fuoristrada a Senigallia AN
PROF. PEVERINI, TEST ANTIALCOOL E DROGA NON BASTANO PIÙ
Per i conducenti del trasporto di persone serve il test sulla sindrome delle apnee notturne,
alla base dei colpi di sonno al volante

Roma, 17 nov. 12 – «Questa notizia, qualora si confermi l’ipotesi che a determinare l’incidente di Senigallia sia stato un colpo di sonno o una equivalente disattenzione determinata da scarsa vigilanza, pone ancora una volta la necessità che in Italia, a partire dai conducenti di mezzi adibiti al trasporto di persone, si adotti una seria normativa che consenta il rilascio delle patenti di guida o la loro revisione in soggetti affetti da disturbi del sonno, ad esempio in caso di apnee notturne».

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SALUTE: I MEDICI DI ROMA A LEZIONE PER AIUTARCI A DORMIRE MEGLIO

Roma, 1° nov. 12 – I medici di Roma tornano sui banchi di scuola per aiutarci a dormire meglio, anzi ad avere un sonno davvero ristoratore che eviti pericolose sorprese, come colpi di sonno diurni e altre com-plicazioni per la salute, infarto e ictus compresi. L’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e de-gli Odontoiatri e la Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno hanno organizzato per no-vembre il 2° corso multidisciplinare di aggiornamento dei medici su «La sindrome delle apnee notturne: una sfida diagnostico terapeutica » con l’obiettivo di fornire una serie di nozioni essenziali per consentire di diagnosticare e curare i disturbi del sonno. Il corso comincerà l’8 novembre e proseguirà settimanal-mente ogni giovedì – 15, 22 e 29 – consentendo di ottenere 20 crediti formativi ECM.
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Un incidente su cinque causato da colpi di sonno

Sabato 18 Agosto 2012
da Online News – a cura di Dario de Marchi

La crisi ha ridotto i grandi viaggi favorendo, complici gli sconti carburante del fine settimana, i viaggi a breve raggio, entro i confini domestici. Oltre alle solite regole di buona condotta al volante, c’è un’avvertenza, non impartita dai guru della sicurezza stradale: il rischio del colpo di sonno, che miete ancora troppe vittime. Morire di sonno non è, infatti, solo un modo di dire quando gli occhi non ce la fanno più a stare aperti. Ma è l’azzardo incombente, subdolo e latente che corrono quanti guidano senza sapere che il sonno da cui si sono appena svegliati è stato inutile, non ristoratore, insufficiente insomma a cancellare la stanchezza. E pertanto circolano troppi conducenti ignari di essere in debito di sonno. E questo a causa delle apnee notturne di cui inconsapevolmente soffrono e causano un rischio, maggiore di altri, di incorrere in incidenti stradali, anche rispetto a chi fa uso di alcool e droghe. Con la differenza che a un controllo della polizia, alcool e droghe sono facilmente accertati con un semplice test e i conducenti si sentono ‘obbligati’ a non bere prima di mettersi al volante; mentre nessuno può accertare e chiedere di curarsi a chi va in apnea.

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Sicurezza: guidare assonnati è come guidare ubriachi

Mercedes-Benz con la Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno

Il colpo di sonno al volante è molto diffuso, ma sconosciuto è il pericolo della sonnolenza provocata dalle apnee notturne. Almeno il 10% della popolazione soffre d’insonnia per i disturbi del sonno, ma non basta prendere un caffè per scongiurare il rischio di incidente. Il dato emerge da una ricerca condotta dalla Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno nell’ambito di una partnership con Mercedes-Benz Italia presentata in occasione di un convegno promosso dall’associazione IdEA, impegnata nella tutela e valorizzazione della figura professionale dell’ingegnere.

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